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Innanzi
tutto perché fu l'epoca di massima indipendenza e ricchezza del
Marchesato, e perché fu periodo di epiche lotte tra il Marchesato
governato dalla famiglia dei Del Carretto e la Repubblica di Genova.
Inoltre il cronista Gian Mario Filelfo scrisse in quegli anni il
"Bellum Finariense", cronaca dettagliatissima della guerra intercorsa
tra il 1447 e il 1451; ed il maggior evento, che schiuse per Finale
un secolo di pace e prosperità economica, fu l'accordo di pace del
7 agosto 1451. Ed è proprio in tale data che la "nostra" storia
si ferma: immortalata come in un quadro dai nostri nobili, dall'eccellentissimo
Marchese, dalle belle damigelle.
Passiamo ora ad un rapido sguardo del gruppo di sfilata: le nostre
ricerche storiche sono profonde e in continua evoluzione e ciò si
riflette sui nostri abiti ed armature, realizzate a mano e con passione
da valenti artigiani locali. Apre il corteo l'alfiere con lo splendido
gonfalone rosso e oro, i colori araldici della dinastia Carrettesca:
lo segue con suono entusiasmante il gruppo di tamburini, flauti
e chiarine (bravissimi a comporre figure geometriche, anche in movimento)
che annuncia la valorosa Guardia Nobile, composta dai più valenti
uomini d'arme del Marchesato; tra loro, Il Magnifico Marchese Giovanni
I e la sua consorte Biscontina Adorno incedono maestosi, avvolti,
oltreché dall'eleganza degli abiti, dalla loro sicura nobiltà. Dietro
alla coppia marchionale seguono padre Lorenzino da Ceva, confessore
e consigliere del Marchese, il capitano delle truppe Antonio del
Carretto, capo della Lega Carrettesca (formata quest'ultima da tutti
i Del Carretto con possedimenti in Liguria e Piemonte) e, il Conte
Ludovico di Chalons in qualità di ambasciatore di Carlo VII Re di
Francia.
Poi, una ondata di colori e alterigia sembra precedere il fiore
dalla nobiltà del Finalese: parenti dei Del Carretto e nobili locali
avanzano facendo sfoggio di opulenza con i loro ricchi abiti. Seguono
poi gli intrepidi balestrieri, che, con la loro incessante opera
durante la guerra hanno aperto vuoti paurosi tra le fila del nemico:
particolare interessante e fedelissimo sono le loro armature. Dietro
loro i valenti Maestri d'armi, abilissimi nella scherma e nell'uso
delle tradizionali armi antiche.
Ultimi ma non meno importanti gli Arcieri della Porta del Bastero,
tiratori di precisione che si esibiscono in spettacolari tiri con
longbow, divenendo elemento di spettacolo della rievocazione stessa.
Così finisce il Corteo Storico ma non l'attività del Centro Storico
del Finale che, rinnovandosi, propone appuntamenti di grande suggestione
storica a Finale Ligure: la Cena Medievale a suggello del Premio
Finale Ligure Storia (premio indetto dal Sindaco del Comune di Finale
Ligure per la migliore pubblicazione dell'anno sulla storia medievale).
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