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PROGRAMMA MANIFESTAZIONI 2008 |
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VENERDI’
18 Luglio 2008 |
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Dalle ore
18,00 |
Le arti, i
mestieri, i viandanti rallegrano il Borgo.
Negli
accampamenti gli armati si congiungono in “oste” e lungo le rive del
fiume si destreggiano in giochi d’arme.
Per lo buon
mangiare
Viandante che
affaticato e stanco ti muovo per borghi e vie, sappi che ristoro e
conforto potrai trovare all’ “Osteria Bruciata” e alla
“Locanda del Cavaliere”, fino a tarda notte. |
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Ore 21,00 |
I tamburi
dell’Oste fra ospiti, musici e giocolieri danno inizio alle “Feste”.
Sarà ospite il
Comune di Firenze con l’Assessore agli Eventi e Protocollo …..con
gonfalone e figuranti ed i Comuni dell’antica Romagna Toscana
Il Dottor
Padovani declamerà versi tratti dalla Divina commedia
Nella
straordinaria cornice della piazza, il primo spettacolo:
Caron Dimonio
Canto III
dell’Inferno, dove le anime di coloro che in vita non fecer né il
bene né il male, gli ignavi, sono condannati per l’eternità a
correr dietro ad un’insegna, nudi e punzecchiati da mosconi e vespe,
mescolati con gli angeli che non si schierarono né con Dio né con i
ribelli. Dante riconosce fra questi l’ombra di Celestino V, il quale
per viltà rinunciò alla tiara e comprende che questi sono veramente
i vili, odiosi a Dio e al diavolo. Una moltitudine fa ressa sulla
riva d’un grande fiume e gli sembra, nella scarsa luce, stranamente
ansiosa di passare: ne chiede il motivo a Virgilio. Ma questi gli
risponde brusco che lo saprà quando saranno arrivati all’Acheronte,
al fiume. Dall’altra riva avanza una barca, spinta da un vecchio
canuto, che grida parole di feroce avvertimento: è Caronte. Egli
traghetta i malvagi all’altra riva, nel luogo dell’eterno dolore,
nel fuoco e nel gelo. Scorgendo Dante grida: -
Allontanati, anima viva, dai morti! Un’altra vita, un altro approdo
ti attendono; e più leggera è la barca che dovrà portarti!
Virgilio fa
tacere Caronte che serra rabbiosamente le mascelle con gli occhi
roventi e percuote le anime che, ad una ad una, in silenzio, come
foglie d’autunno, si staccano dalla riva, e si gettano nella barca,
che s’allontana sul fiume.
Per anfratti e
anguste vie, anime dannate coinvolgono direttamente il pubblico in
“roventi incontri ravvicinati”. |
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SABATO 19
Luglio 2008 |
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Dalle ore
18,00 |
Le arti, i
mestieri, i viandanti rallegrano il Borgo.
Negli
accampamenti gli armati si congiungono in “oste” e lungo le rive del
fiume si destreggiano in giochi d’arme.
Per lo buon
mangiare
Viandante che
affaticato e stanco ti muovo per borghi e vie, sappi che ristoro e
conforto potrai trovare all’ “Osteria Bruciata” e alla
“Locanda del Cavaliere”, fino a tarda notte. |
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Ore 21,00 |
Balletto
ballerine della Cia
Nell’
infernale cornice della piazza, il secondo spettacolo: La
città di Dite
E’ la
zona dell’Inferno che comprende i cerchi
dal sesto al nono.
Al suo
interno sono puniti: 1) gli eretici; 2) i violenti (ripartiti in tre
gironi: a. violenti contro la persona e gli averi del
prossimo, b. violenti contro sé stessi e le proprie cose,
c. violenti contro Dio, la natura e l’arte); 3) i fraudolenti,
cioè coloro che hanno esercitato una frode: contro chi non si
fida,
contro chi si
fida (gli uni e gli
altri ulteriormente distinti in 10 specie di fraudolenti e 4 specie
di
traditori).
La
"città di Lucifero" (denominato latinamente Dite da Dis-Ditis,
cioè "divinità", epiteto attribuito dagli antichi a
Plutone,
re degli inferi pagani), è circondata dalla palude Stigia e chiusa
da una cerchia muraria dall’aspetto ferrigno, provvista di alte
torri rosse.
L’ingresso è
sorvegliato da gruppi di diavoli, che impediscono a Dante e
Virgilio, appena traghettati da Flegiàs dall’una all’altra sponda
dello Stige, di entrare nel basso Inferno.
L’intervento di un Messo celeste, invocato da
Virgilio,
vince l’opposizione diabolica, permettendo ai due poeti di
proseguire il loro viaggio. |
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Ore 22,00 |
Secondo
spettacolo di piazza: “Un viaggio d’Inferno”
Per anfratti e
anguste vie, anime dannate coinvolgono direttamente il pubblico in
“roventi incontri ravvicinati”. |
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DOMENICA 20 Luglio 2008 |
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Dalle ore
10,00 |
il Borgo si
sveglia e prende vita, le attività entrano in fermento e il
viandante può trarre giovamento, dedicando il tempo a le armi e a lo
divertimento.
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Dalle ore
11,00 |
Per lo buon
mangiare
Viandante che
affaticato e stanco ti muovo per borghi e vie, sappi che ristoro e
conforto potrai trovare all’ “Osteria Bruciata” e alla
“Locanda del Cavaliere”, fino a tarda notte.
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Alle ore
16,00 |
Partenza
dei corteggi per il PALIO DEI 13 POPOLI
I legati, i
cavalieri ed il seguito dei 13 Popoli raggiungono, attraverso le vie
del paese, il quadrato dei giochi equestri.
Partono in 13,
disputano il Palio in 8, uno solo sarà il vincitore.
Il Rione Rosso
di Faenza conduce i giochi.
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Alle ore
21,00 |
Nella fastosa
cornice di piazza:
Spettacolo in
collaborazione della Compagnia “Florence Dance” ispirato al V canto
della Divina Commedia
Per anfratti e
anguste vie, anime dannate coinvolgono direttamente il pubblico in
“roventi incontri ravvicinati”.
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VENERDI’ 25 Luglio 2008 |
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Dalle ore
18,00 |
Le arti, i
mestieri, i viandanti rallegrano il Borgo.
Negli
accampamenti gli armati si congiungono in “oste” e lungo le rive del
fiume si destreggiano in giochi d’arme.
Per lo buon
mangiare
Viandante che
affaticato e stanco ti muovo per borghi e vie, sappi che ristoro e
conforto potrai trovare all’ “Osteria Bruciata” e alla
“Locanda del Cavaliere”, fino a tarda notte.
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Ore 21,00 |
Nella rovente
cornice di piazza Il Conte Ugolino.
Fra i dannati
imprigionati nel ghiaccio, Dante ne vede uno che rode il cranio di
un altro condannato. Il poeta gli chiede chi egli sia. L'ombra,
sollevata la bocca
dal fiero
pasto,
racconta al pellegrino la sua storia.
Si tratta del conte Ugolino
della Gherardesca e la nuca che egli rode è quella dell'arcivescovo
Ruggieri. Fu proprio il prelato a far rinchiudere con l'inganno
Ugolino e i quattro figli in una cella della torre della Muda, a
Pisa. Il conte ha un sogno premonitore L'entrata della torre, poco
tempo dopo, viene fatta sprangare.
I figli disperati e fiaccati dal
digiuno, dopo essersi offerti come cibo al padre, spirano a causa
della sete e della fame. Ugolino, straziato dal dolore, muore per
ultimo quando la fame mostrò di essere più potente del dolore:
“poscia,
più che il dolor potè il digiuno”.
Si tratta di
uno dei racconti più orribili dell'intera
Commedia,
reso più cupo ancora da quell'allusivo riferimento finale
all'antropofagia. Ugolino è condannato perché in vita più volte,
nelle faccende politiche, ricorse crudelmente all'inganno. Ma egli
ora pare disinteressarsi della pena che gli viene comminata, tutto
preso invece dal dolore per la sorte crudele toccata ai figli e
animato ancora da propositi di vendetta.
La pena più grande per lui
non sembra proprio quella di essere imprigionato nel ghiaccio,
quanto quella di provare in eterno il dolore di un padre che ha
perso i propri figli.
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Ore 22,00 |
Secondo spettacolo di piazza:
“La contesa”
Per anfratti e
anguste vie, anime dannate coinvolgono direttamente il pubblico in
“roventi incontri ravvicinati”.
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SABATO 26 Luglio 2008 |
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Dalle ore
18,00 |
Le arti, i
mestieri, i viandanti rallegrano il Borgo.
Negli
accampamenti gli armati si congiungono in “oste” e lungo le rive del
fiume si destreggiano in giochi d’arme.
Per lo buon
mangiare
Viandante che
affaticato e stanco ti muovo per borghi e vie, sappi che ristoro e
conforto potrai trovare all’ “Osteria Bruciata” e alla
“Locanda del Cavaliere”, fino a tarda notte.
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Ore 21,00 |
Nella rovente
cornice di piazza Ulisse
L'ottava bolgia risplende di
fiamme; in ogni fiamma un peccatore. In questo girone infernale sono
condannati i consiglieri fraudolenti, coloro cioè, che usarono
l'intelligenza per ordire inganni.
Avvolti da una fiamma bifida
stanno Ulisse e Diomede. Ulisse è qui condannato, quale principale
ispiratore dell'inganno perpetrato ai danni dei Troiani tramite il
cavallo di legno.
Dante chiede a Virgilio di poter parlare alle due
ombre avvolte nella fiamma, ma la sua guida lo frena, ricordandogli
che si tratta di Greci, quindi di uomini superbi.
È’ Virgilio
stesso che avvia il dialogo, chiedendo loro come trovarono la morte.
Ulisse inizia allora il suo racconto.
Congedatosi dalla maga Circe,
l'eroe greco, spinto dalla sete di conoscenza e incurante degli
affetti famigliari, raccoglie un esiguo drappello di vecchi compagni
e salpa con una nave.
Giunti alle colonne d'Ercole (lo stretto di
Gibilterra), egli incita i suoi marinai a superarle:
fatti non foste a viver come
bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.
L'imbarcazione procede dunque
il suo viaggio, oltre i confini del mondo conosciuto, sino ad
avvicinarsi alla montagna del Purgatorio. I marinai esultano, ma la
loro gioia dura poco: dalla montagna un turbine di vento investe la
nave, che naufraga miseramente nell'oceano.
Dante è turbato dall'incontro
con l'eroe greco. Secondo Benedetto Croce egli riconosce se stesso
in Ulisse. Le loro imprese, in effetti, si assomigliano: anche Dante
si è "imbarcato" in un viaggio incerto e temerario, che ha i
connotati della follia.
Le Ballerine della Cia
si esibiranno nel ballo “Fatum”
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Ore 22,00 |
Secondo spettacolo di piazza:
“Lascito di un poeta”
Per anfratti e
anguste vie, anime dannate coinvolgono direttamente il pubblico in
“roventi incontri ravvicinati”.
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DOMENICA 27 Luglio 2008
PALIO DELLA CAMPANA
Nel
giugno del 1387 a Palazzuolo vi fu un’insurrezione popolare
contro i Fiorentini, da poco insediatesi nel paese. Per
ritorsione il governo fiorentino tolse la voce al popolo:
asportò la campana del castello di Susinana, fusa nel 1202.
Probabilmente questa finì a Figline Valdarno, come dono di
Firenze a quella città per i servigi resi alle sue milizie. A
oltre seicento anni di distanza questa storia, che potrebbe
essere leggenda, (nonostante le fonti che la certificano come
vera), ci ha offerto la possibilità di realizzare un grande
Palio, con la partecipazione di numerosi gruppi d’arme della
Romagna e della Toscana e non solo, nel tentativo di
ricostruire l’Oste Guelfa e quella Ghibellina, questa volta
non l’intento di darsi battaglia, ma con quello di scoprire le
radici comuni.
Il Palio
della Campana è una disputa a colti di catapulte e battaglia
in campo, che si tiene ogni anno nella quarta domenica di
luglio. |
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Dalle ore
10,00 |
il Borgo si
sveglia e prende vita, le attività entrano in fermento e il
viandante può trarre giovamento, dedicando il tempo a le armi e a lo
divertimento.
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Dalle ore
11,00 |
Per lo buon
mangiare
Viandante che
affaticato e stanco ti muovo per borghi e vie, sappi che ristoro e
conforto potrai trovare all’ “Osteria Bruciata” e alla
“Locanda del Cavaliere”, fino a tarda notte.
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Alle ore
16,00 |
E’ ospite
il Comune di Figline Valdarno
Partenza
dei corteggi per il tradizionale PALIO DELLA CAMPANA
Dame, nobili,
popolani, legati e cavalieri giungono all’area della disfida fra
Guelfi e Ghibellini, attraverso le vie del paese. Le catapulte,
posizionate per la battaglia, attendono l’incalzare dell’alzata
delle armi al suono dei tamburi, mentre gli eserciti trepidanti
attendono la sorte del loro destino: esilio o vittoria?
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Alle ore
21,00 |
In piazza E.
Alpi spettacolo della Compagnia “OPLAS Teatro”: “Ombre”
Per anfratti e
anguste vie, anime dannate coinvolgono direttamente il pubblico in
“roventi incontri ravvicinati”.
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